petali del cariglione

e la loro mvsika

io malabranca ho condiviso l'esperienza dei petali nei miei ventuno ventidue anni. il peggio dei miei anni, insomma. diciamola così: quasi il peggio dei nostri anni, in quanto è stata l'epoca in cui piano piano abbiamo effettuato il nostro ritorno alla forma, ma quando ancora non volevamo intendere appieno la ragione. infatti, coi petali, eravamo ancora all'epoca del pieno furore. pur cercando di comporre canzoni interessanti e intessute di varianze, il nostro motore era martello. andavamo meglio quando carrarmeggiavamo. io specialmente. perché io...

malabranca con bambina

...io, naturalmente, non gliela suonavo ai petali. ommeglio, gliela suonavo, ma con lo strumento mio, quello che tengo impetto, più possibile vicino al cuore. gliela mandavo a dire. lavoro di voce. e quindi ciò messa la mia voce in questa galeotta della musicanza romana. il lavoro di voce è della salute dell'essere umano. ma io non ero in controllo di me medesimo.

io ho fatto dell'ineducazione e dell'insipienza una scuola. il raggiungimento della mia maggiore età è stato uno sdilinquire irrispettoso delle abilità e dei saperi in questa avvilita che decade nazione italia - punk a roma ho creduto il mondo per possederlo bastesse spremerlo come un tubetto di dentifricio.

ciò che si è andato preparandosi sotto l'egida del carillon del dolore non mi torna alla mente caro quanto i petali. formazione di musica leggera pesante, abbiamo purtroppo pubblicata di noi una piccola messe di sintassi incompiute, sistemini non chiusi. non portavo nomi come malabranca in carillon del dolore o petali del cariglione, bensì m'appellavo o venivo appellato boris, ludwig, nerone, giovane cantore romano, etcetera etcetera. la malabranca era già concepita, ma non ancora battezzata. e poi tenevo i capelli lunghi, che nuocciono al malabranchismo.

petali in posa

non serve spendere molte parole su di una formazione di pesante musica leggera. c'è la mvsika che potete ascoltare e scaricarvi. abbiate venia se gli amori filarmonici e le tentate cure ci hanno esaltati al parossismo e le quadrature dei cerchi non hanno prodotto bellezze ma solo abbozzi. ah, la musica, noi l'abbiamo suonata colla licenza no ppoetica, bensì con la licenza del punk, ci siamo cioè permessi di entrare nella musica di su per il culo della bestia, se si passa l'espressione. siamo emersi dagli ipogei del furore distruggitore con strumenti musicali. avevamo bisogno di tempi e cure. come dire del tipo cinque anni di nostro proprio conservatorio e

ma indisciplinatissimi e caciaroni, non volevamo attendere e comunque ci siamo sovrastimati, anche se divertitissimi. ma credo saremmo alla fine potuti diventate una orchestrina di punk-jazz. cioè pura e pesante mvsica leggera ma questa è la mia storia, questo ho, questo sono.

ci ha portati via il dilettantismo. bensì da volenterosi, ed anzi, da abnegati musicanti di strada di rRroma, dediti alla causa di armonia, abbiamo fallito a maturarci in musicisti di rRroma. io specialmente. ho usato la mia voce come una strozza. ho stimolato poche armoniche. ho risonato poche casse. ho vociate su poche maschere. sono incappato nelle difficoltà della mia propria voce e non ho esaltate le sue proprie proprietà.

ciò che abbiamo pubblicato, cioè i dischi ed i concerti, afferisce dunque la dopolavoristica, non proprio la mvsica. tutto ciò avrebbe dovuto rimanere nel chiuso del nostro altiforno e criptoteca, la nostra sala prove in via magenta a rRroma, non eravamo ancora pronti. ma quest'euforia post pank del la musica è di tutti e suonata da tutti noi l'abbiamo equivocata. ha ragione mozart nel dire che suonare la musica è facilissimo, infatti basta essere intonati ed andare a tempo.

ma lasciatevi trascinare dal battello ebbro... piacere ne avevamo da donare ed eravamo sulle note giuste. essendo questa mvsica del tutto gratuita e a disposizione, la sua esistenza appare ragionevolmente appetibile. suoni di teatro, melodie e dissonanze. ci sono bellissime chitarre, alcuni forte con tutta la banda sono assolutamente convincenti, e di certo si fanno voci in un italiano non troppo sentito. non sono cantante imperocché madre natura ha voluto concreare nel mio polmone uno strumento per fare la musica né anche posso dirmi cantante percome in un qualche istituto di prestigio una maestra mi ha condotto alla mia voce ed ancora nemmeno perché io abbia da solo raggiunto la mia voce. provo ad essere cantante perché non riesco a tenere la bocca chiusa.

non siamo durati molto e non abbiamo sempre brillato. ci ha terminati l'incompetenza. un'intrapresa di filarmonici che non hanno saputo trasformarsi da musicanti in musicisti, trasformati da donati alla musica a desiderati dalla musica. l'essere noi individui al confine e la psicopatia quotidiana che ci pervadeva, ci hanno permesso di ardere e comporre e suonare come fisarmoniche ebbre. ma quando i piccoli esami della vita hanno esatto il loro pedaggio noi ci siamo fatti trovare impreparati, fuori tempo su di una battuta, fuori tono in modulazione, quando il nostro artificio semplice e puro era -secondo la massima mozartiana- che suonare la musica è facilissimo.

banda di moda

però un certo sciamanesimo urbano post adolescenziale ci ha accompagnati ed i nostri intendimenti si facevano sempre più filarmonici, sempre più impegnati con la musica, o la musichetta, dato che eravamo sì pesante ma pur sempre orchestrina di musica leggera.

petali del cariglione durante un concerto

sono stati pubblicati nel mondo reale, quali manifesti frettolosi e mal curati, ma non poco curati:

Trasfigurazione

Lontano - Crimine di Passione - La Fiaba - Escono il Coro e gli Attori - Il Dolore

Tempio Tabù/Tribù degli Umani (???)- Distribuzione Contempo Records Firenze - 1984

(SE VUOI LEGGERE I TESTI)

Capitolo IV°

Genius - Crimine di Passione - Capitolo IV°- Altra Donna - La Fiamma - Culto d'Occidente - Ordine Sacro - Sciami di Mosche Bianche - Anakronos - della Nascita della Differenza - Altrove

Contempo Records Firenze, Conte 103, 1985

(SE VUOI LEGGERE I TESTI)

Fiori Malsani (cdd) e 003 (pdc), che appaiono su alcuni titoli mp3, sono due cassette (mc) dimostrative autoprodotte.

una lunga intervista postuma, a distanza, ma con tutti e cinque i petali, davvero esemplare ed esaustiva, si legge in erba della strega