rota dell'esposta
quaderno di oreste casalini
accompagnamento (in fieri) dodecafonico della malabranca

sei
stata tu presa con l'appetito-
sei stata tu data pasto all'avvento-
per accattare quel po' di futuro-
esposta di predazione alla polpa
al midollo che nutre- accattivante
alla volontà laida del divino-
-ovvero il meccanico ciangottare
delle mucose contese all'attrito

xxx
di
una condizione forte- che obbliga-
al tuo slargo cosce: la filosofica-
questa magnete che sforza a uno sforzo...
tutto è prezzo- tutto è comprare-
tutto è messa in vendita-
lo strazio è sempre- semmai inapparente-
coperto da remora- o carnevale

quel
poco di consolazione accesa
e affaticante che tieni di carni
un ipnotico- che appare- bagliore
ed è invece
un calmierare d'abbui-
scalpitato sprofondare di bestie
per guadagnare lo scavallamento
delle cosce dobbiamo scavalcare
la ragione

questo fortissimo di prove laide -
questo irritenuto
esporsi a rotture -
apre schianti d'anima - riscaffala
un camminamento
che ci esaltava -
siccome siamo esposti alle procelle -

dalla cloaca che monta l'afrore:
per capire un cuore deve capare
un marcio di scorza- niente parole-
muggire al seno e ruggire al ventre-
-la prendere... ma senza mai la chiedere-
e darle il fottere senza risparmio-

credùtala dìvarica allo spàsimo
ancora abbòttala e per l'anche
sfòrzala:


domandarsi alla fauce dell'ingordo -
tentennare sul ciglio
dell'abbocco
- no - escludere ogni remora e fottersi -
dimentica ogni forma
non fibrosa -
capocchiarsi tutti a forma del fiotto -
venir fuori per non
soffrirne il limite -
perché
questo strozzo che costringe allo sbocco
quel laccio che imbriglia la bocca al capo
del canale
di carne che tuffiamo
per azzittirlo-per stremarlo in còrpore -

la discinta a spiegazzate lenzuola
l'arso delle labbra
e come un ripasso
di lingua impastata e senza saliva-
labbra
di bocca e labbra di vulva-
bocca chiama sopra e bocca chiama sotto-
riempire- èmpito
a chiudere a chiavare


fermare gli impulsi - fermarsi a sguardi -
rivelare l'inverecondo
- un inarrestato

tentennato alle fauci così ingorde -
domandato dal ciglio dell'abbocco -
gettata questa carne - teso il membro -
baciate le involute della carne
-
mischiato il fiato con le carni addentro
nella
frantumazione solo siamo-
queste alfine compiute integrità-
questa misera e vile condizione
degli organismi
ci
percepire? ci riconoscere?
questo da nudo corpore che cresce-
'sta fetta
del fisico che s'arizza-
abbi la creduta di farlo duro:
in poco palmo alla
ghianda solletica-
'strarci tutto 'sto seme ci disanima


il cielo è una ferita- la superna piaga-
è celeste la piaga che s'inùtera-
sospensione al dolore è godimento
e più ancora soddisfa questa angoscia
di appetiti- questo cannibalismo
orgasmico, l'oscena eucarestia
canta come un organo d'una chiesa:
quanto annidiamo
in fica è porta all'anima:
sprofonda la carne-ascende l'anima-

tutta sborrata del nostro servigio-
sorridi compiuta e lo baci ancora
hai tu goduto - l'abbiamo goduta-
e d'ogni appetito è questa la sorte:
come se ne avesse avuto anche troppo
come non si volesse averne ancora
e sarà invece a svegliarci domani
strapparci dal sonno
una brama
stuprante